Una “Sfera d’Oro” per il Comandante dei Carabinieri: dono di lusso, nessun verbale, muro di silenzio
COMUNICATO STAMPA
Il Sindacato dei Militari denuncia l’assenza di trasparenza nella gestione di un dono di valore artistico consegnato al Comandante Generale dell’Arma. L’Amministrazione nega l’esistenza di qualsiasi documento. Il caso segnalato all’ANAC.
Lo scorso 4 febbraio 2026, la Segreteria Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) ha incontrato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri presso il Comando Generale. In quella sede, come documentato dallo stesso post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale di USIC e corredato di relativo Certificato di Autenticità, è stata consegnata al Comandante Generale una lampada-scultura denominata “Sfera d’Oro”, realizzata dal Maestro Maurizio Scilla.
La notizia, diffusa pubblicamente dall’associazione stessa attraverso i propri canali social, descrive l’evento come un momento di riconoscenza verso chi «vive il rispetto come atto quotidiano e custodisce l’ordine nel silenzio». L’opera viene presentata come simbolo di responsabilità, equilibrio tra umanità e disciplina, «una luce che resta sempre accesa».
L’opera è una lampada-scultura in vetro pregiato di Murano recuperato, con base in ottone a sezione quadrata. È accompagnata da un apposito Certificato di Autenticità che ne certifica la paternità artistica — il Maestro Maurizio Scilla — e ne descrive la simbologia. La forma sferica, volutamente imperfetta, rappresenta «la presenza vigile e la totalità del dovere»; la base quadrata simboleggia «la stabilità, la legge e il fondamento».
Trattandosi di un’opera d’arte in vetro di Murano con certificato di autenticità, il suo valore commerciale è pacificamente superiore alla soglia di € 150,00 fissata dall’art. 4 del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 quale limite massimo entro cui un dipendente pubblico può accettare un dono «d’uso di modico valore». Al di sopra di tale soglia, la normativa impone che il bene sia immediatamente messo a disposizione dell’Amministrazione, restituito o devoluto a finalità istituzionali, con il correlato obbligo di inventariazione.
Il giorno successivo all’evento, il 5 febbraio 2026, il Segretario Generale del Sindacato dei Militari, Luca Marco Comellini, ha presentato al Comandante Generale dell’Arma una istanza di accesso civico generalizzato ai sensi degli artt. 22 ss. della L. 241/1990 e dell’art. 5 del D.Lgs. 33/2013, richiedendo:
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il verbale di consegna o presa in carico del bene da parte dell’ufficio logistico o amministrativo competente;
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il provvedimento di acquisizione al patrimonio dello Stato o la documentazione attestante la devoluzione a finalità istituzionali;
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la documentazione relativa alla valutazione del valore del bene e agli adempimenti prescritti dal D.P.R. 62/2013.
Il 2 marzo 2026, il Comando Generale ha risposto con la nota prot. N. 12/9-3, fornendo un riscontro meramente narrativo: nessun documento è stato trasmesso, nessun verbale esibito. L’Amministrazione si è limitata a comunicare che il bene era stato destinato a «finalità di rappresentanza» e che non era «opportuno né economicamente conveniente» procedere a una stima peritale.
Il 9 marzo 2026, il Sindacato dei Militari ha presentato istanza di riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) del Ministero della Difesa, ai sensi dell’art. 5, comma 7, del D.Lgs. 33/2013.
Con provvedimento M_D ACYR12U REG2026 0000601 del 27 marzo 2026, il RPCT ha rigettato l’istanza di riesame, sostenendo che l’accesso civico generalizzato riguarda soltanto documenti «detenuti» dall’Amministrazione e che, poiché il verbale di consegna non sarebbe mai stato redatto, non vi sarebbero documenti da esibire. In altri termini: l’assenza di un atto formale — che avrebbe dovuto essere redatto per legge — viene utilizzata come scudo per negare l’accesso.
La risposta dell’Amministrazione è, ad avviso del Sindacato dei Militari, del tutto inaccettabile sotto il profilo della trasparenza e della legalità amministrativa. L’assenza di documentazione non è un fatto neutro: è, essa stessa, la potenziale violazione. Se nessun verbale è stato redatto, nessun bene è stato inventariato e nessuna stima è stata disposta, significa che gli obblighi imposti dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. 62/2013), dagli artt. 232-234 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010) e dal Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (D.P.R. 90/2010) potrebbero non essere stati rispettati.
È altresì inaccettabile che, nella risposta all’istanza, il Comando Generale abbia deliberatamente omesso di riconoscere la qualifica istituzionale del richiedente — Segretario Generale di un sindacato militare, che aveva inoltrato l’istanza tramite PEC istituzionale e con firma digitale qualificata — rappresentandolo invece come semplice cittadino privato.
Appello all’Opinione Pubblica
Il Sindacato dei Militari chiede alla pubblica opinione, ai mezzi di informazione e alle istituzioni di chiedersi: chi controlla che i vertici delle Forze Armate rispettino le stesse regole che i propri dipendenti sono tenuti ad osservare?
Il D.P.R. 62/2013 non è un codice scritto soltanto per la truppa! Vincola ogni dipendente pubblico, dal livello più basso al più alto, nessuno escluso.
Nessuno può ricevere doni di valore superiore a € 150,00 senza attivare precise procedure amministrative. La “Sfera d’Oro” è un’opera d’arte in vetro di Murano: il suo valore è evidentemente superiore a quella soglia. Eppure non esiste un verbale. Non esiste un inventario. Non esiste una stima.
Il Sindacato dei Militari ha già formalmente investito l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) affinché eserciti senza indugio i poteri ispettivi e sanzionatori conferiti dalla legge.
Per informazioni:
Sindacato dei Militari – Segretario Generale Luca Marco Comellini

