Chi siamo
Natura Giuridica e Status di Associazione Non Riconosciuta
Il Sindacato dei Militari opera nell’ordinamento giuridico italiano con la piena soggettività di associazione non riconosciuta, disciplinata dagli articoli 36, 37 e 38 del Codice Civile. È fondamentale chiarire che l’attuale mancata iscrizione all’Albo ministeriale delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) non inficia in alcun modo la legalità dell’ente né la sua esistenza giuridica.
La distinzione è puramente funzionale: l’iscrizione all’Albo è necessaria per accedere a specifiche prerogative sindacali “speciali” (quali i distacchi retribuiti, la partecipazione ai tavoli di contrattazione nazionale o la riscossione tramite trattenuta automatica in busta paga), ma non costituisce una conditio sine qua non per l’esercizio del diritto di associazione. Il Sindacato dei Militari, pertanto, è un autonomo centro di imputazione di diritti e doveri, dotato di piena capacità processuale e legittimato ad agire in giudizio per la tutela degli interessi morali e materiali dei propri associati e più in generale di tutta la categoria dei militari in servizio e in quiescenza (ausiliaria, riserva, congedo e congedo assoluto) per quanto riguarda gli aspetti previdenziali.
Fondamento Costituzionale della Libertà Sindacale
La legittimità del nostro operato non deriva da una concessione amministrativa, ma trova le sue radici direttamente nella Carta Costituzionale. Gli articoli 18 e 39 della Costituzione sanciscono il diritto inalienabile dei cittadini di associarsi liberamente. Tale diritto è stato definitivamente esteso al personale militare dalla storica sentenza n. 120/2018 della Corte Costituzionale, che ha abbattuto il divieto di sindacalizzazione nelle Forze Armate.
Il militare, in quanto cittadino, non perde i propri diritti civili indossando l’uniforme. Ne consegue che la costituzione e l’attività del Sindacato dei Militari sono espressione di una libertà fondamentale garantita dallo Stato di diritto, che non necessita di autorizzazioni preventive per la sua esistenza e per il perseguimento dei propri scopi statutari.
Legittimità dell’Adesione Individuale
L’adesione al Sindacato dei Militari è aperta a tutto il personale militare, di ogni ordine e grado, in servizio in ausiliaria, riserva, congedo e congedo assoluto. È necessario sgombrare il campo da ogni dubbio: iscriversi è un atto pienamente legittimo, libero e volontario.
Non esiste alcuna norma dell’ordinamento militare che vieti l’adesione a un’associazione regolarmente costituita ai sensi del Codice Civile, purché questa rispetti i requisiti di democraticità, neutralità e assenza di scopi di lucro, caratteristiche fondanti del nostro Statuto. L’iscrizione non costituisce illecito disciplinare e non può essere oggetto di sanzioni o discriminazioni da parte della scala gerarchica. Al contrario, essa rappresenta l’esercizio consapevole di un diritto soggettivo tutelato.
Liceità della Sottoscrizione Economica Volontaria
Il sostegno economico al Sindacato è non solo necessario per la sua sopravvivenza, ma è anche giuridicamente lecito. Sebbene, in assenza di iscrizione all’Albo, non sia ancora attivabile il meccanismo della trattenuta automatica mensile sullo stipendio, la normativa vigente (in particolare l’art. 1480-quater del Codice dell’Ordinamento Militare e i principi generali del diritto civile) riconosce la legittimità del finanziamento tramite contributi volontari.
La sottoscrizione economica, effettuata tramite bonifico o versamento diretto, è la modalità ordinaria e trasparente con cui gli associati partecipano alla vita dell’ente. Tale azione non viola alcun divieto: il militare è libero di disporre delle proprie risorse economiche per sostenere un’associazione che ne difende i diritti, distinguendosi nettamente dalle “collette” non autorizzate, poiché si tratta di un finanziamento strutturale a un ente con finalità di tutela collettiva.
L’Azione Penale come Strumento di Tutela Istituzionale
La missione del Sindacato si concretizza in azioni tangibili di tutela, tra cui spicca l’attuale ricorso alla giustizia penale. Il Sindacato sta sostenendo attivamente procedimenti volti a contrastare fenomeni di illegalità diffusa.
Le azioni penali in corso, pur mantenendo il doveroso riserbo sui dati sensibili e sull’identità dei singoli coinvolti, rappresenta lo strumento istituzionale con cui l’associazione intende ripristinare la legalità violata. Non si tratta di un attacco alle istituzioni, ma di una necessaria opera di pulizia interna per garantire che l’Amministrazione operi nel rispetto delle leggi dello Stato, ponendo fine a prassi consuetudinarie che sottraggono indebitamente risorse ai militari e quindi alla collettività.
Trasparenza e Indipendenza Associativa
Il Sindacato dei Militari proclama la sua assoluta indipendenza da qualsiasi partito politico, movimento esterno o condizionamento gerarchico. Come sancito dal nostro Statuto, l’associazione non persegue fini di lucro e tutte le cariche sono svolte a titolo gratuito.
Garantiamo la massima trasparenza nella gestione delle risorse: ogni contributo derivante dalle sottoscrizioni è destinato esclusivamente alla copertura delle spese vive, con priorità assoluta ai costi legali, peritali e processuali necessari per sostenere le vertenze collettive. Chi sostiene il Sindacato non finanzia un apparato burocratico, ma acquista “munizioni legali” per la difesa dei propri diritti.

