SICUREZZA E DIFESA: MOBILITAZIONE UNITARIA DEL 18 GIUGNO, IL SINDACATO DEI MILITARI INVITA IL MINISTRO DELLA DIFESA A ESERCITARE I PROPRI POTERI DI VIGILANZA

Il Sindacato dei Militari segue con attenzione l’iniziativa di mobilitazione nazionale indetta per il prossimo 18 giugno 2026 dalle organizzazioni SILP CGIL, SIAM e LRM, che prevede presidi e volantinaggi presso le Prefetture su tutto il territorio nazionale.

Nell’esprimere rispetto per il principio della libertà sindacale, riconosciuto dall’art. 39 della Costituzione e dall’art. 1476 del D.Lgs. n. 66/2010, questa organizzazione ritiene necessario richiamare l’attenzione sul quadro normativo speciale che disciplina le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM), quadro che il legislatore ha voluto specifico e differenziato rispetto al sindacalismo civile.

La struttura dell’iniziativa del 18 giugno — presentata come unitaria e coordinata tra SILP CGIL, soggetto di natura civile, e le APCSM SIAM e LRM — solleva, a parere di questa organizzazione, interrogativi di compatibilità con la disciplina vigente. In particolare, l’art. 1476-quater, comma 1, lett. g), del D.Lgs. n. 66/2010 vieta alle APCSM di “federarsi, affiliarsi o avere relazioni di carattere organizzativo o convenzionale, anche per il tramite di altri enti od organizzazioni”, con associazioni sindacali diverse da quelle militari.

Non spetta a questa organizzazione accertare se le modalità concrete della mobilitazione — pianificazione congiunta, comunicati unitari, gestione coordinata dei presidi — integrino o meno la fattispecie vietata dalla norma. Tale accertamento è rimesso, in via esclusiva, alle autorità istituzionalmente competenti. Ciò che questa organizzazione intende fare è segnalare la questione, nell’interesse della trasparenza e della corretta applicazione della legge, affinché le autorità preposte possano esercitare le proprie prerogative di vigilanza.

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la fruizione di permessi orari e distacchi sindacali, istituti regolati dall’art. 1480 del D.Lgs. n. 66/2010 e finanziati con risorse pubbliche. Questa organizzazione auspica che le autorità competenti vogliano verificare che l’utilizzo di tali istituti in relazione alla presente iniziativa sia pienamente aderente ai limiti e alle finalità previste dalla legge, a garanzia di un uso appropriato delle risorse della collettività.

Alla luce delle considerazioni esposte, il Sindacato dei Militari si rivolge alle autorità competenti formulando le seguenti istanze:

Al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto si richiede che il Ministero eserciti i poteri di vigilanza riconosciuti dall’art. 1477 del D.Lgs. n. 66/2010, avviando — ove lo ritenga opportuno a esito di una valutazione preliminare — gli accertamenti previsti dalla legge per verificare la permanenza dei requisiti in capo alle APCSM coinvolte e, qualora l’esito degli accertamenti lo rendesse necessario, l’adozione delle misure conseguenti nel rispetto del contraddittorio procedimentale.

Alle Autorità competenti in materia di controllo della spesa pubblica si segnala l’opportunità di un monitoraggio circa la corretta fruizione dei permessi e dei distacchi sindacali in relazione alle attività oggetto del presente comunicato, al fine di escludere profili di non conformità nell’utilizzo di risorse pubbliche.

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Parlamento si chiede che le istituzioni competenti vogliano monitorare l’applicazione concreta delle norme sull’associazionismo militare introdotte dalla L. n. 46/2022 e dai relativi decreti attuativi, al fine di assicurare trasparenza e coerenza nell’evoluzione del sistema di rappresentanza delle Forze Armate.

Il Sindacato dei Militari ribadisce che il rispetto del perimetro normativo è la condizione imprescindibile affinché l’azione sindacale risulti credibile e legittima agli occhi degli iscritti e dell’intera comunità. Non si tratta di limitare la libertà di espressione o di critica, ma di esercitarla nel rispetto delle regole che il legislatore ha dettato per la specificità del comparto militare.

La legalità non è un ostacolo alla tutela dei diritti; è, al contrario, il suo presupposto.

 

(fonte foto: https://www.silpcgil.it)