Operazione “Batman” — Iscrizione del Sindacato dei Militari quale persona offesa nel procedimento penale della Procura della Repubblica di Cagliari
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha comunicato l’avvenuta iscrizione del Sindacato dei Militari — in persona del Segretario Generale Luca Marco Comellini — quale persona offesa ai sensi dell’art. 335 c.p.p., nell’ambito del procedimento penale iscritto al Registro Noti della Procura Unificata e affidato al Sostituto Procuratore Dott. Giangiacomo Pilia. L’iscrizione è conseguente all’istanza formulata ai sensi degli artt. 90 ss. c.p.p., con la quale l’organizzazione ha rappresentato la propria qualità di ente esponenziale di interessi collettivi legittimamente lesi dalle condotte oggetto di indagine.
Il procedimento affidato al Pubblico Ministero Dott. Pilia è il medesimo originato dall’operazione denominata “Batman”, condotta il 13 dicembre 2023 dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Nuoro, con il coordinamento della Procura cagliaritana, principalmente nel territorio di Tortolì (Nuoro). Secondo l’ipotesi investigativa formulata dagli inquirenti — per quanto risulta allo stato e salvo ulteriori approfondimenti — le indagini, avviate nell’aprile del 2022, avrebbero fatto emergere un articolato sistema di condotte illecite nell’ambito di procedure di asta giudiziaria relative alla vendita di immobili e terreni di una società in stato di fallimento. In tale contesto, le fattispecie contestate a vario titolo agli indagati comprenderebbero la turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.), l’estorsione (art. 629 c.p.) e l’accesso abusivo a sistema informatico o telematico aggravato (art. 615-ter, comma 2, n. 1 c.p.), con le ulteriori circostanze aggravanti di cui agli artt. 61 n. 2, 110 e 81 comma 2 c.p.
In tale quadro investigativo sarebbe altresì emerso il presunto coinvolgimento di un appartenente all’Arma dei Carabinieri, il quale, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe effettuato interrogazioni non autorizzate della banca dati SDI (Sistema d’Indagine in uso alle Forze di Polizia) in assenza di comprovate ragioni di servizio, al fine di acquisire informazioni su soggetti potenzialmente interessati all’acquisto degli immobili oggetto delle procedure esecutive.
La scelta del Sindacato dei Militari di formalizzare la propria partecipazione al procedimento in qualità di persona offesa risponde alla finalità statutaria di tutela dell’onore, del decoro e dell’immagine dell’istituzione militare, nonché degli interessi collettivi del personale rappresentato. Il presunto utilizzo distorto di strumenti investigativi riservati, qualora confermato in sede giudiziaria, sarebbe suscettibile di arrecare un pregiudizio diretto all’immagine dell’intera categoria dei militari e alla fiducia che i cittadini ripongono nelle Forze di Polizia e nelle Forze Armate.
In tale prospettiva, la presenza del Sindacato nel procedimento si configura come esercizio di una funzione di presidio istituzionale, priva di intenti valutativi sulle responsabilità individuali degli indagati, che restano di esclusiva competenza dell’Autorità giudiziaria.
L’organizzazione ha conferito mandato al proprio difensore, Avv. Caterina Usala del Foro di Cagliari, per il monitoraggio dell’evoluzione del procedimento e per l’esercizio delle facoltà di legge spettanti alla persona offesa ai sensi degli artt. 90 ss. c.p.p. Il Sindacato dei Militari si riserva di costituirsi parte civile nella eventuale fase dibattimentale, al fine di richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dalle condotte oggetto di contestazione.
Si precisa che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. In conformità con il principio sancito dall’art. 27, comma 2, della Costituzione, le persone sottoposte alle indagini sono da considerarsi non colpevoli sino a sentenza di condanna irrevocabile.
Sindacato dei Militari

