COMPENSI PER LEZIONI MILITARI: IL SINDACATO DEI MILITARI CHIEDE AL MINISTRO CROSETTO DI CORREGGERE LA DIRETTIVA DELLO STATO MAGGIORE AERONAUTICA DEL 2006

Cinque profili di illegittimità accertati. Presentata formale istanza di rettifica. Chiesta conversione in Euro delle tariffe ferme al 1998.

▌ Il fatto
Il Sindacato dei Militari ha presentato in data odierna al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, e, per conoscenza, al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, una formale istanza di rettifica della Direttiva emanata dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica (SMA) l’11 aprile 2006 (prot. M_D AAVSMA 0025581), recante disposizioni in materia di compensi per lezioni a carattere non continuativo svolte dal personale militare della Forza Armata.

La Direttiva, adottata con l’intento dichiarato di “uniformare e razionalizzare” l’applicazione del Decreto Interministeriale 20 ottobre 1998 — fonte primaria della materia, emanata congiuntamente dai Ministeri della Difesa e del Tesoro — ha invece introdotto, in più punti, limitazioni e condizioni del tutto prive di fondamento normativo, con conseguente pregiudizio economico per centinaia di istruttori militari dell’Aeronautica che operano negli istituti di formazione della Forza Armata.

▌ Le cinque illegittimità contestate

1. Esclusioni soggettive non previste dalla legge
Il Decreto Interministeriale 1998 esclude dal beneficio esclusivamente il personale titolare di “incarico primario di insegnamento” presso un ente scolastico militare. La Direttiva SMA ha aggiunto due categorie di esclusione non previste: il personale “in forza effettiva organica” (FEO) presso gli istituti elencati — escluso per il solo fatto di appartenere organicamente all’ente, a prescindere da qualsiasi incarico didattico — e il personale la cui attività rientrerebbe nei “normali doveri d’ufficio” (criterio ratione officii), formulazione indeterminata e foriera di applicazioni arbitrarie. Il TAR Lazio (Sez. I bis, sentenza n. 12020/2017) ha già statuito che le esclusioni soggettive devono essere interpretate restrittivamente, in coerenza con la formulazione letterale dell’art. 4 del D.I. 1998.

2. Tariffe ancora in Lire: l’Aeronautica non ha mai convertito in Euro
A quattro anni dall’introduzione dell’Euro come moneta avente corso legale, la Direttiva SMA del 2006 non ha provveduto alla conversione ufficiale delle tariffe orarie, che restano espresse in Lire italiane (da £ 40.000 a £ 130.000/ora; da £ 200.000 a £ 375.000 per conferenze). L’omissione ha prodotto prassi difformi tra gli istituti di formazione dell’Aeronautica, con violazione del principio di parità di trattamento. Il tasso di conversione legale applicabile è quello fisso di 1 € = 1.936,27 £, ma la mancanza di un atto formale ha alimentato incertezze e disparità.

3. I volontari in ferma prefissata (VFP1 e VFP4) esclusi senza base legale
La Direttiva SMA esclude espressamente i corsi VFP1 e VFP4 dall’ambito di applicazione del diritto al compenso. Il D.I. 1998 non prevede alcuna distinzione per tipologia di ferma: il diritto è regolato esclusivamente dalla natura della materia insegnata e dai requisiti soggettivi del docente. Il D.P.R. 90/2010 (artt. 969 e 279) include le “scuole per volontari” tra gli enti nei quali possono essere affidati compiti di insegnamento, senza distinguere per tipo di ferma. L’esclusione si configura come limitazione contra legem di un diritto economico.

4. Il vincolo di “macroarea”: un filtro inventato dalla Direttiva
La Direttiva SMA subordina la liquidazione del compenso alla riconducibilità della disciplina insegnata a una “macroarea”, concetto del tutto assente nel D.I. 1998 e nella Circolare PERSOMIL del 23 maggio 2000, che adottano l’unico parametro della natura non esclusivamente militare della materia. Il vincolo introduce un requisito aggiuntivo privo di base normativa, in violazione del principio di legalità dell’azione amministrativa, ed è fonte di dinieghi arbitrari e di contenzioso evitabile.

5. Iter burocratico centralizzato: i compensi arrivano in ritardo o non arrivano
La Direttiva attribuisce al Comando Scuole A.M. il controllo esclusivo della copertura finanziaria (Cap. 4516), introducendo un passaggio di autorizzazione preventiva non previsto dal D.P.R. 90/2010. L’art. 457 del medesimo decreto stabilisce che le indennità sono corrisposte dall’organismo dotato di autonomia amministrativa presso il quale il militare è in forza. L’art. 1046, c. 1, lett. s), n. 9 fissa in 90 giorni il termine per la liquidazione dei compensi. Il filtro burocratico centralizzato genera ritardi strutturali, con rischio sistematico di superamento del termine di legge.

▌ Le richieste al Ministro
Con l’istanza presentata in data odierna, il Sindacato dei Militari chiede al Ministro della Difesa di:

  1. disporre una revisione organica della Direttiva SMA 2006, con soppressione dei criteri FEO, ratione officii, vincolo di macroarea ed esclusione dei corsi VFP1/VFP4;

  2. promuovere l’adozione di un provvedimento che formalizzi la conversione in Euro delle tariffe del D.I. 1998 al tasso legale di 1 € = 1.936,27 £, con previsione di meccanismi di adeguamento periodico;

  3. garantire il rispetto del termine di 90 giorni per la liquidazione dei compensi, adottando le misure organizzative necessarie affinché l’accentramento finanziario non produca ritardi imputabili all’Amministrazione;

  4. diramare istruzioni applicative uniformi a tutti gli Istituti di formazione dell’Aeronautica Militare, a tutela della parità di trattamento del personale avente diritto al beneficio.

In subordine, il Sindacato chiede almeno l’emanazione di una circolare interpretativa vincolante che rimedi alle incertezze applicative nel rispetto delle fonti sovraordinate, nell’attesa di una revisione organica della Direttiva.

▌ Dichiarazione del Segretario Generale

«Una Direttiva di Forza Armata non può restringere diritti economici garantiti da un decreto interministeriale. Non è una questione di interpretazione: è una questione di gerarchia delle fonti. I militari dell’Aeronautica che hanno tenuto lezioni di aerodinamica, sicurezza aeronautica, meteorologia o ingegneria degli impianti hanno diritto al compenso previsto dalla legge, indipendentemente dall’ente in cui prestano servizio. Chiediamo al Ministro Crosetto di intervenire con urgenza: ogni giorno di ritardo è un pregiudizio concreto per chi serve il Paese anche in aula.»

  • Luca Marco Comellini, Segretario Generale del Sindacato dei Militari –

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istanza revisione Direttiva SMA_signed

(fonte foto: https://www.aeronautica.difesa.it/)