Morte dell’allieva della Guardia di Finanza: cordoglio del Sindacato dei Militari e ferma richiesta di verità e trasparenza

Il Sindacato dei Militari esprime profondo dolore e totale vicinanza umana, ai familiari, agli amici e ai colleghi allievi della giovane donna di 22 anni tragicamente scomparsa presso la sede dell’Istituto di Formazione della Guardia di Finanza di Coppito e si impegna, nel rispetto più assoluto per la sua persona, a fare in modo che questa morte non rimanga senza risposta.

I fatti di cronaca riferiscono che la giovane allieva è deceduta in seguito a una caduta da una finestra della struttura scolastica adibita all’istruzione e all’alloggiamento degli allievi dell’Istituto di Formazione della Guardia di Finanza. Le circostanze esatte sono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

Il Sindacato dei Militari non intende formulare ipotesi accusatorie premature né sovrapporsi al lavoro degli inquirenti. Ciò che tuttavia non può tacere — sarebbe un tradimento verso tutti gli allievi che rappresenta — è la gravità oggettiva di quanto accaduto e la necessità che nessun aspetto di questa vicenda rimanga nell’ombra. La comunità degli allievi, le famiglie che affidano i propri figli allo Stato, il personale in servizio e l’intera collettività hanno il diritto di sapere.

Il Sindacato dei Militari comunica che, a fronte della gravità dei fatti, ha già provveduto a formalizzare le proprie iniziative nelle sedi istituzionalmente competenti.

In particolare:

  • è stata trasmessa formale istanza al Comando Generale della Guardia di Finanza, con richiesta di immediato avvio delle verifiche previste dalla normativa vigente e di riscontro nel termine di trenta giorni;
  • è stata effettuata segnalazione alla Procura della Repubblica competente, affinché l’Autorità Giudiziaria possa valutare ogni profilo rilevante sul piano penale e disporre, ove ritenuto necessario, tutti gli accertamenti del caso.

Tali atti sono stati posti in essere dal Sindacato dei Militari, in qualità di associazione non riconosciuta costituita ai sensi degli artt. 36 e ss. del Codice Civile, nell’esercizio della propria funzione di tutela degli interessi collettivi del personale militare e degli allievi in formazione in applicazione degli scopi statutari e dell’articolo 2 della Costituzione.

L’istanza formale trasmessa al Comando Generale articola le richieste del Sindacato attorno ai seguenti pilastri fondamentali:

  • Inchiesta formale obbligatoria: avvio immediato del procedimento previsto dall’art. 530 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare) e dall’art. 561 del D.P.R. 90/2010, trattandosi di evento di particolare gravità che interessa un militare in servizio durante il periodo di formazione.
  • Verifica dei metodi addestrativi e del supporto psicologico: accertamento rigoroso sui protocolli di istruzione adottati, sul carico psicofisico imposto agli allievi durante il corso di formazione e sulla reale disponibilità — nonché sull’effettivo accesso — a servizi di supporto psicologico professionale all’interno della struttura.
  • Ispezione strutturale dei locali: verifica tecnica della sicurezza degli edifici, con specifico riferimento alla condizione degli infissi, delle aperture e dei dispositivi di protezione, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
  • Aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): adeguamento del DVR al fine di includere esplicitamente la valutazione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato cui sono esposti gli allievi in formazione, con particolare attenzione alle specificità dell’ambiente militare.
  • Comunicazione degli esiti: trasmissione al Sindacato dei Militari degli esiti di tutte le verifiche disposte e dei provvedimenti adottati, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’istanza, con riserva espressa di adire ulteriormente l’Autorità Giudiziaria e di segnalare il caso alle competenti Commissioni parlamentari in caso di inerzia o risposta insufficiente.
  • La sicurezza e l’integrità psicofisica degli allievi in formazione non sono optional: sono una priorità assoluta, un dovere giuridico e morale dell’Amministrazione, sancito dall’art. 32 della Costituzione, dall’art. 11 del D.Lgs. 66/2010 e dalle disposizioni del D.Lgs. 81/2008, che trovano applicazione anche nel contesto degli istituti militari di formazione.

Il Sindacato dei Militari ribadisce con fermezza che chi sceglie di servire lo Stato — e in particolare chi è ancora nella fase più delicata di questo percorso, quella della formazione — ha diritto a farlo in un ambiente sicuro, dignitoso e attento al proprio benessere mentale e fisico. La divisa non azzera i diritti della persona: li rafforza, perché più grave è la responsabilità che si assume, più elevata deve essere la tutela che lo Stato garantisce.

Non accetteremo che questa morte venga archiviata come un fatto isolato. Non accetteremo il silenzio. Non accetteremo risposte di circostanza. Lo dobbiamo a lei. Lo dobbiamo a tutti gli allievi che oggi sono in formazione.

Il Sindacato dei Militari rivolge un appello formale e pubblico all’Amministrazione della Guardia di Finanza affinché garantisca la massima trasparenza in ogni fase delle verifiche avviate.

I familiari della giovane, i suoi compagni di corso, il personale dell’Istituto e l’intera opinione pubblica hanno diritto a una comunicazione istituzionale chiara, tempestiva e completa sugli esiti degli accertamenti, sui provvedimenti adottati e sulle misure che l’Amministrazione intende implementare per prevenire il ripetersi di simili tragedie.

Zone d’ombra, ritardi ingiustificati o risposte evasive sarebbero, in questo momento, non solo istituzionalmente inaccettabili, ma umanamente intollerabili.

Il Sindacato dei Militari continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda, a supportare i familiari che ne facciano richiesta e ad agire in ogni sede opportuna — sindacale, amministrativa e giudiziaria — per garantire che la verità sia accertata e la giustizia sia fatta.