Il Sindacato dei Militari deposita denuncia-querela alla Procura di Roma: denunciato il Ministro della Difesa Guido Crosetto per omissione di atti d’ufficio

Dopo mesi di inerzia istituzionale, il sindacato ricorre alla magistratura per tutelare la legalità e la neutralità politica nelle Forze Armate

Faenza 20 aprile – Il Sindacato dei Militari, nella persona del proprio Segretario Generale Luca Marco Comellini, ha depositato nei giorni scorsi, una formale denuncia-querela presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma, per il tramite dell’Avv. Piero Santantonio del Foro di Forlì-Cesena.

L’azione giudiziaria trae origine da una specifica vicenda del 2026, relativa all’attività di una Associazione Professionale a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM), e si sviluppa attraverso la seguente sequenza di fatti:

14 gennaio 2026: Il Sindacato dei Militari invia tramite PEC una segnalazione formale al Ministro Crosetto, richiedendo l’avvio di un procedimento sanzionatorio nei confronti di una Apcsm per presunte violazioni del principio di neutralità politica — vietata dall’art. 1476-quater del Codice dell’Ordinamento Militare (C.O.M.) — nonché per irregolarità nelle cariche direttive. La segnalazione include esplicita richiesta di avvio formale del procedimento, comunicazione del responsabile e accesso agli atti ai sensi della Legge n. 241/1990.

2 febbraio 2026: Il Ministero risponde con una nota qualificata come mera “presa d’atto” a titolo informativo. L’atto è privo di provvedimento formale, di indicazione del responsabile del procedimento e di qualsiasi riscontro alle istanze di accesso, in violazione degli artt. 2 e 3 della Legge 241/1990.

5 marzo 2026: Il Sindacato dei Militari notifica, sempre a mezzo PEC, una formale diffida ad adempiere e messa in mora, richiamando espressamente l’art. 328, comma 2, c.p. e fissando i termini per la conclusione del procedimento.

30 marzo 2026: Il Ministero trasmette una seconda nota, ancora qualificata come “presa d’atto” a titolo informativo, con richiamo all’art. 18-bis della Legge 241/1990, ma nuovamente priva di provvedimento espresso e di esplicitazione delle ragioni del ritardo.

A seguito del decorso infruttuoso dei termini di legge, si è configurato il presupposto per la denuncia. Si precisa che analoghi fatti del 2025 – relativi ad altri procedimenti pendenti – costituiscono nella querela un elemento di contesto storico a dimostrazione della serialità e reiterazione delle condotte tenute dal Ministro della difesa e dai responsabili degli uffici di diretta collaborazione interessati dalle pregresse segnalazioni.

Le condotte contestate integrano, ad avviso del Sindacato dei Militari, la violazione dell’Art. 328, comma 2, c.p. – Omissione di atti d’ufficio – e dell’Art. 81, comma 2, c.p. – Reato continuato – alla luce della natura seriale e reiterata delle condotte omissive, sottoponendo all’attenzione della Procura la configurabilità di un disegno criminoso unitario, esteso a più vicende analoghe documentate.

La denuncia affronta altresì i profili di danno erariale connessi alla vicenda. In ragione delle erogazioni pubbliche (distacchi e permessi sindacali retribuiti) che potrebbero essere state fruite in violazione dei requisiti di legge, il Sindacato dei Militari ha formulato istanza affinché la Procura valuti la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti, con riferimento all’art. 913-bis del C.O.M.

Luca Marco Comellini, Segretario Generale del Sindacato dei Militari, ha dichiarato:

“Abbiamo esaurito ogni tentativo di dialogo istituzionale. La legge è uguale per tutti: non esistono associazioni di serie A o di serie B nelle Forze Armate. Chi non rispetta le regole non può godere dei benefici previsti dalla legge, e chi ha il dovere di vigilare e non lo fa si assume una responsabilità — anche penale — di fronte al Paese. Il Sindacato dei Militari continuerà a difendere i diritti di ogni militare e l’integrità delle Forze Armate con ogni strumento legale a disposizione.”

Il Sindacato dei Militari auspica che la magistratura possa fare piena luce sulle responsabilità istituzionali e ripristinare il rispetto del principio di legalità e di neutralità politica all’interno dell’Amministrazione Difesa. L’organizzazione invita l’opinione pubblica, i parlamentari e le istituzioni competenti a prestare la massima attenzione alla vicenda.

Sindacato dei Militari