Futuro Nazionale, il Sindacato dei Militari integra l’esposto alla Procura Militare di Roma
Nuovi elementi documentali su Comitati territoriali del movimento e su presunti referenti militari in servizio. Comellini: “Non emettiamo sentenze mediatiche. Chiediamo accertamenti trasparenti a tutela dell’apoliticità delle Forze Armate e dei diritti di ogni singolo militare.”.
Il Sindacato dei Militari ha depositato presso la Procura Militare della Repubblica di Roma un’integrazione all’esposto-denuncia già presentato in data 1° settembre 2026, avente ad oggetto i possibili profili di rilievo militare connessi all’organizzazione e alle attività del movimento politico “Futuro Nazionale”. Il documento è stato sottoscritto dal Segretario Generale e legale rappresentante Luca Marco Comellini, con l’assistenza dell’avvocato Massimiliano Strampelli, e trasmesso all’Autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza.
L’integrazione introduce nuovi elementi documentali — comunicazioni elettroniche, schermate di profili e messaggi social, immagini e segnalazioni provenienti da terzi — relativi ad altri militari indicati come referenti di alcuni “Comitati” del partito di Vannacci. Il Sindacato precisa espressamente che tali elementi non costituiscono prove definitive di responsabilità penali o disciplinari, bensì spunti d’indagine rimessi alla valutazione dell’Autorità giudiziaria.
L’integrazione si inserisce in un dibattito pubblico già avviato da mesi sul rapporto tra appartenenza militare, attività politica e utilizzo dell’identità istituzionale delle Forze Armate in contesti di competizione partitica. Il documento richiama, a titolo di contesto, diverse prese di posizione di esponenti istituzionali, militari di alto rango e figure politiche, che hanno pubblicamente sottolineato la necessità di preservare la neutralità e la terzietà dell’istituzione militare.
Tra le voci citate a titolo di riferimento contestuale figurano quella del Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, che ha ribadito la non appartenenza dell’Esercito a parti politiche; del Colonnello Gianfranco Paglia, che ha posto l’accento sul corretto utilizzo del simbolismo patriottico e dell’uniforme; e del Generale Vincenzo Camporini, che ha sollevato dubbi sul programma del movimento in relazione a questioni di etica professionale e indipendenza. In ambito politico, il documento richiama posizioni espresse dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal Presidente Romano Prodi e da esponenti parlamentari di diverso orientamento.
L’integrazione precisa — con chiarezza metodologica — che tali dichiarazioni non vengono utilizzate come prova autonoma di specifiche fattispecie di reato, ma come elementi di contesto che evidenziano la rilevanza pubblica della questione e la necessità di accertamenti fondati su documenti originali.
Il dovere di estraneità delle Forze Armate dalla competizione politica trova fondamento nel dettato costituzionale e nell’ordinamento militare. Il Codice dell’Ordinamento Militare e il relativo Testo Unico delle disposizioni regolamentari (DPR 90/2010) disciplinano in modo articolato i limiti all’attività politica del personale in servizio, vietando la partecipazione ad attività di propaganda e l’utilizzo dell’uniforme e dei segni distintivi in contesti di parte. Tali norme non comprimono i diritti civili del militare, ma ne definiscono i contorni nell’interesse superiore dell’imparzialità istituzionale.
Le condotte segnalate — ove accertate nella loro effettività — potrebbero essere valutate sotto il profilo disciplinare e, in alcune ipotesi, anche penale-militare, con particolare riguardo all’eventuale utilizzo di elementi identificativi del reparto o della qualifica in ambiti politicamente connotati. Il Sindacato ribadisce che spetta esclusivamente all’Autorità giudiziaria e alle autorità disciplinari competenti formulare tali valutazioni, sulla base delle prove acquisite.
«Il nostro obiettivo non è emettere sentenze sui social o alimentare processi mediatici. Abbiamo il dovere di portare all’attenzione della Procura Militare elementi che riteniamo meritevoli di verifica, nel rispetto pieno delle garanzie di ogni soggetto coinvolto. Chiediamo accertamenti trasparenti, fondati su documenti originali, che distinguano i fatti provati dalle ipotesi e le responsabilità individuali dalle valutazioni politiche. La neutralità delle Forze Armate è una garanzia per i cittadini e per gli stessi militari: è nell’interesse di tutti tutelarla con rigore e senza strumentalizzazioni.»
Luca Marco Comellini, Segretario Generale del Sindacato dei Militari
Il Sindacato dei Militari dichiara la propria piena disponibilità a trasmettere all’Autorità giudiziaria ogni ulteriore elemento documentale che dovesse pervenire alla segreteria nazionale.
Il Sindacato dei Militari è un’associazione non riconosciuta, senza fini di lucro, costituita il 1° dicembre 2018 tra militari in servizio e in quiescenza, per la rappresentanza e la tutela degli interessi morali, economici, giuridici, professionali, previdenziali e assistenziali del personale militare. Il Sindacato opera in condizioni di autonomia e indipendenza da partiti politici, Governo, pubblica amministrazione e altre organizzazioni esterne all’Amministrazione della Difesa.

