APCSM, Comellini (SdM): Il CGARS ha confermato che non sono sindacati. La sentenza 1004/25 è una pistola fumante puntata contro i diritti dei lavoratori militari

Lo scorso 15 dicembre il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con la Sentenza 1004, ha accolto l’appello proposto dal Ministero della Difesa volto a ottenere la conferma della sanzione di stato comminata a un militare che, nella sua veste di Segretario generale di una Associazione professionale a carattere sindacale tra militari (Apcsm), aveva espresso dure critiche nei confronti del Ministro della difesa nell’ambito delle attività per il rinnovo del contratto di lavoro.

La decisione dei Giudici siciliani chiarisce oltre ogni legittimo dubbio la fondatezza delle preoccupazioni del Sindacato dei Militari che, inascoltato da tutti, aveva espresso fin dalla sua fondazione, avvenuta il 1 dicembre 2018, riguardo alle azioni che i vertici della Difesa e il legislatore avrebbero messo in campo per rendere inutile la sentenza 120/2018 pronunciata dalla Corte costituzione sul riconoscimento dell’esercizio dei diritti sindacali per i militari.

Infatti già all’indomani della pubblicazione della decisione della Corte le reazioni dei vertici militari e politici si concretizzarono immediatamente: prima con disposizioni interne all’amministrazione militare tese a circoscrivere i nuovi diritti in un ristretto, se non inesistente, ambito tale da garantire l’indisturbata sopravvivenza e azione dell’eterodiretta rappresentanza militare; poi, con l’entrata in vigore della legge 46/2022, c’è stata la certificazione normativa della volontà di dotare il personale militare di uno strumento inadeguato, se non inutile, a tutelare i lavoratori militari ma estremamente capace di garantire il pieno soddisfacimento delle esigenze dei vertici militari e di coloro che a tanto si prestano.

Quel Segretario generale ora verrà presumibilmente fatto decadere al proprio incarico, non per volontà dell’assemblea che lo ha eletto ma per volontà del legislatore che ha congegnato una norma che definire liberticida sarebbe riduttivo.

Con buona pace della Corte costituzionale, la sentenza 1004 rappresenta innegabilmente un pericoloso precedente, una pistola ancora fumante e pronta all’uso contro i diritti di chiunque oserà ancora criticare il Ministro della difesa.

I lavoratori militari, se ancora non fosse chiaro, ora dovranno adeguarsi e rassegnarsi all’inesistenza dei loro diritti. Oppure possono unirsi a noi e lottare insieme per rivendicarli.

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sentenza CGARS 1004-2025