Nave Vespucci: dopo la “salita a riva” della deputata Paola Maria Chiesa (FdI) abbiamo depositato una denuncia per accertare eventuali violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Come riportato da notizie di stampa, pubblicate lo scorso 23 giugno 2025, l’Onorevole Paola Maria Chiesa durante una visita istituzionale a bordo della Nave Scuola Amerigo Vespucci aveva effettuato la manovra nota come “salita a riva”, consistente nell’arrampicarsi su per il sartiame fino alla coffa dell’albero di maestra. Tale attività, classificabile come “lavoro in quota”, presenta elevatissimi profili di rischio per la salute e l’incolumità fisica di chi la esegue e di terzi.

Il Sindacato dei Militari fin dalla sua costituzione ha fatto della sicurezza negli ambienti di lavoro uno dei punti cardine della propria azione, consapevole che la normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, contenuta nel D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, che si applica anche alle Forze Armate, impone al datore di lavoro – in questo caso i vertici della Marina Militare responsabili della Nave Vespucci – una serie di obblighi inderogabili a tutela non solo dei “lavoratori” in senso stretto, ma di chiunque si trovi all’interno dell’ambiente di lavoro, inclusi i visitatori.

In particolare, per un’attività ad alto rischio come la “salita a riva”, la legge impone una specifica valutazione dei rischi, l’adeguata informazione, formazione e addestramento del soggetto che esegue la manovra, con particolare riferimento alle procedure per i lavori in quota e su funi, la fornitura e l’utilizzo di idonei Dispositivi di Protezione Individuale e collettiva nonché la sottoposizione del soggetto a sorveglianza sanitaria per l’accertamento dell’idoneità psicofisica alla mansione specifica.

Per queste ragioni, preoccupati per la possibile violazione delle norme a tutela della sicurezza, lo scorso 24 giugno, abbiamo chiesto al Ministro della Difesa e ai vertici militari della Marina Militare di sapere se fossero state rilasciate le necessarie autorizzazioni e posti in essere gli accertamenti previsti dalla legge. Solo a seguito della formale diffida, in data 22 agosto 2025, lo Stato Maggiore della Marina – Ufficio Generale Affari Legali, ci ha risposto negandoci le informazioni richieste, sostenendo la nostra carenza di interesse diretto, concreto e attuale.

Sconcertati dalla singolare presa di posizione dei vertici militari, con la memoria al tragico incidente avvenuto a bordo della Vespucci il 24 maggio 2012 che costo la vita al Nocchiere Alessandro Nasta, abbiamo deciso di interessare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di La Spezia depositando, tramite l’Avvocato Vincenzo De Maria del foro di Genova, una denuncia per accertare le eventuali responsabilità di coloro che in quella sede rivestivano la posizione di garanzia e avevano l’obbligo giuridico di impedire l’evento in carenza delle necessarie prescrizioni di legge, nonché nei confronti dei pubblici ufficiali che hanno omesso di rispondere tempestivamente alle istanze del Sindacato dei Militari.

Nella denuncia abbiamo indicato quali persone offese: l’On. Paola Maria Chiesa, in quanto, a nostro avviso, consentendole di eseguire la “salita a riva” è stata esposta a un grave e concreto rischio per la propria incolumità; il personale della Marina Militare presente a bordo, potenzialmente esposto a rischi derivanti dalla condotta altrui; lo Stato, per la violazione di norme poste a presidio di interessi pubblici; il Sindacato dei Militari in quanto Ente esponenziale preposto alla tutela dei diritti e degli interessi del personale militare.

In attesa che le indagini della Procura spezzina facciano il loro corso non possiamo non sollecitare un intervento dei Presidenti dei due rami del Parlamento per sensibilizzare i membri delle rispettive Assemblee al più rigoroso rispetto delle disposizioni che regolano le visite ispettive presso le istallazioni militari. Inoltre, attendiamo di conoscere i provvedimenti che il Ministro Crosetto intenderà adottare nel caso concreto.

(fotografica estratta dalla pagina Facebook dell’On. Paola Maria Chiesa – link https://www.facebook.com/share/p/1CwLC78QLu/)