FESI 2024, Congedo di paternità obbligatorio, Comellini: è escluso dal computo dei giorni utili, discriminazione inaccettabile

Le APCSM rappresentative hanno esultato alla firma dell’accordo per la distribuzione Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI) relativo al 2024, peccato che questo, oltre ad essere caratterizzato dalle solite prebende a vantaggio di pochi, quest’anno introduce anche una inaccettabile discriminazione riferita all’esclusione dei periodi di “congedo di paternità obbligatorio” dal computo delle giornate lavorative utili al raggiungimento della soglia per l’attribuzione del relativo assegno.

Infatti la disposizione emanata dal Centro Unico Stipendiale Interforze prevede che sono considerate giornate utili al computo solo quelle fruite dal “personale femminile nel corso dell’anno 2024 abbia usufruito del congedo di maternità obbligatorio, ai sensi dell’articolo 1, comma 183, della legge 28 dicembre 2015, n.208” e non anche quelle riferite al congedo di paternità obbligatorio espressamente previsto dagli articoli 27-bis e 28 del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 (d.lgs 151/2001).

Invitiamo il Ministro Crosetto a rimediare urgentemente questa inaccettabile discriminazione modificando le disposizioni attuative diramate dal Centro Unico Stipendiale Interforze con la nota che detta i “Criteri di attribuzione del FESI – Anno di riferimento 2024”.

Ai responsabili delle Apcsm che hanno sottoscritto l’accordo suggeriamo vivamente di affidarsi a dei professionisti.

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