DIFESA, SINDACATO DEI MILITARI: 7 MEMBRI DEL CONSIGLIO CENTRALE DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE DENUNCIATI PER DIFFAMAZIONE

Lo scorso 12 febbraio, l’avvocato Giulio Murano, cassazionista del Foro di Roma, ha depositato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma una dettagliata denuncia nei confronti di sette membri del Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare per l’ipotesi di reato di diffamazione ai danni del Sindacato dei Militari e del suo Segretario Generale, Primo Maresciallo (c.a.) dell’Aeronautica Militare, Luca Marco Comellini.

La denuncia si è resa necessaria a seguito dell’acquisizione degli atti di opposizione presentati da alcuni militari in qualità di membri del Cocer, individuati dall’amministrazione militare come controinteressati nell’ambito di un procedimento di accesso civico generalizzato azionato dal Sindacato dei Militari il 24 maggio 2023.

Gli atti dal contenuto estremamente lesivo dell’immagine e della reputazione della nostra Organizzazione sindacale e del suo segretario generale ci sono stati forniti dallo stato maggiore della Difesa privi dei nominativi dei loro autori e solo al termine di un osteggiato accesso documentale conclusosi a seguito del ricorso alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha rilevato l’illegittimità dell’iniziale diniego opposto dalla stessa amministrazione militare.

Appare necessario evidenziare che l’accesso civico era stato chiesto dal nostro Segretario Generale per conoscere l’ammontare delle spese sostenute dall’amministrazione militare per la liquidazione delle indennità di missione giornaliera, degli oneri per il rimborso dei pasti e per le spese di viaggio, per ciascun membro del Cocer, dal mese di luglio 2018 alla data della domanda. Nonostante le numerose opposizioni all’ostensione dei dati, presentate da 22 membri del Cocer su un totale di 63, l’amministrazione militare ha accolto la nostra richiesta di trasparenza e ci ha comunicato i dati richiesti che, nel loro complesso, hanno rivelato una spesa di oltre 4,6 milioni di euro.

È inaccettabile che nell’esercizio di un legittimo diritto di opposizione all’ostensione dei dati relativi alla spesa sostenuta dall’amministrazione militare per il funzionamento del Cocer alcuni dei militari che lo compongono abbiano ritenuto di poter liberamente offendere l’immagine e la reputazione del Segretario Generale e del Sindacato spingendosi fino ad affermare, tra le altre, “… come dietro la stessa si celino finalità diverse da quelle previste dalla Legge.” ed ancora “la richiesta appare fondatamente mirata a minare la coesione interna della compagine militare …” e “… a disorientare il personale …”.

In attesa che le indagini della Procura capitolina affidate al Sostituto Procuratore Maria Sabina Calabretta, attualmente contro ignoti, facciano il loro corso, invitiamo il Ministro della difesa e il Capo di stato maggiore della difesa ad adottare gli immediati provvedimenti per accertare l’esistenza di eventuali responsabilità disciplinari a carico dei sette membri del Cocer.