Bene la legge sui Cappellani ma non con i soldi degli Italiani

Apprendiamo da una nota che Il Consiglio dei ministri – su proposta ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, e del ministro della difesa, Lorenzo Guerini – ha approvato nella riunione di ieri sera un disegno di legge che reca la ratifica e l’esecuzione dello Scambio di lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell’ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede. Il Sindacato dei Militari, consapevole del ruolo di assistenza spirituale ai militari di religione cattolica ed alle loro famiglie svolto dai Cappellani militari, rivolge però al Governo la raccomandazione che il capitolo di oltre 9 milioni di euro, destinato a finanziare i Cappellani quale componente delle Forze Armate nazionali, non gravi sul bilancio dello Stato, non venga sottratto alle imposte versate dalle nostre famiglie ma sia a totale carico della Santa Sede, sottolineando anche come sia necessario estendere il servizio di assistenza spirituale alle altre confessioni religiose riconosciute dallo Stato.

Lo dichiara Luca Marco Comellini – segretario generale del Sindacato dei Militari

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Nonostante la Corte costituzionale, con la Sentenza 120/2018, da oltre un anno abbia sancito il diritto dei militari di organizzarsi in “associazioni tra militari a carattere sindacale”, il Ministro della difesa e i vertici militari non vogliono darvi attuazione e hanno adottato una serie di disposizioni interne contrarie alla alla decisione del Giudice delle leggi che, di fatto, ci impediscono ogni azione di proselitismo e di tutela degli interessi dei lavoratori con le stellette.

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