Violenza di genere, Sindacato dei Militari: presentata costituzione di parte civile nel processo per percosse e lesione personale aggravata nei confronti di una donna soldato
Oggi il Sindacato dei Militari, rappresentato e difeso dall’avvocato Giada Di Maggio ha presentato la domanda di costituzione di parte civile nel corso dell’udienza del processo che ha preso il via oggi davanti al Tribunale Militare di Napoli nei confronti di un militare dell’Esercito accusato di “percosse e lesione personale continuate aggravate” e “minaccia e ingiuria continuate aggravate” nei confronti di una sua collega pari grado.
I fatti per i quali l’imputato è stato rinviato a giudizio sono centrali nell’azione di tutela che il sindacato rivolge alle donne in servizio nelle forze armate e nelle forze di polizia a ordinamento militare fin dalla sua costituzione avvenuta il primo dicembre 2018 nel solco tracciato dalla Corte costituzionale con la sentenza 120/18.
È la prima volta che un sindacato di militari si costruisce in giudizio al fianco di una vittima della violenza di genere. L’udienza è stata rinviata e il 20 ottobre prossimo il Tribunale dovrà sciogliere la riserva sulla nostra domanda di costituzione di parte civile.
Oggi, tuttavia, non abbiamo potuto fare a meno di rilevare l’assenza del Ministro della difesa che solo qualche giorno fa ha censurato con durezza i fatti che sarebbero avvenuti nel corso dell’annuale adunata degli Alpini svoltasi a Rimini.
Sarebbe importante che, anche per il futuro, il Ministro della difesa segua la strada tracciata dal sindacato.
DONNE IN DIVISA Per una donna che desideri intraprendere un percorso professionale all’interno dell’Esercito, e, più in generale, delle Forze Armate, la strada è tutta in salita: in un ambiente fortemente gerarchico e caratterizzato ancora da una certa diffidenza rispetto alle sue effettive capacità nell’affrontare il lavoro al pari di un uomo, ambire ad una carriera militare la può mettere di fronte a molti ostacoli. Quanto c’è ancora da fare, per esempio, per garantirle una tutela effettiva rispetto a possibili forme di abuso dettate da sessismo o maschilismo? Quanto da mettere a punto per consentirle avanzamenti di carriera senza subire alcuna discriminazione? Con il linguaggio diretto e coinvolgente del fumetto, e attraverso la voce di chi, con queste problematiche, è venuto a stretto contatto, “Donne in divisa” è un piccolo viaggio disegnato in un mondo professionale ancora troppo poco indagato, e, per questo, meritevole di essere raccontato. La storia si trova all’interno del numero 8 de La Revue Dessinée Italia, rivista di giornalismo a fumetti ispirata a La Revue Dessinée francese: un trimestrale di più di 200 pagine, senza pubblicità, composto da inchieste e rubriche giornalistiche a fumetti, per narrare in piena autonomia la complessità della realtà in cui viviamo. https://www.larevuedessineeitalia.it/
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