Valutare lo stato di efficienza dei Corpi Ausiliari, no alla creazione di ddl per annientarli.

Tre disegni di legge sono stati recentemente unificati in un progetto legislativo che ha per oggetto la creazione di un Corpo Ausiliario Volontario denominato Riserva Ausiliaria dello Stato con compiti sanitari e socio-assistenziali, sono poggiati sul tavolo della Commissione Difesa. Il Sindacato dei Militari, pur lodando le intenzioni dei parlamentari proponenti che senza ulteriori utilità vorrebbero veder impiegate le migliori forze della giovane popolazione statale senza oneri per le casse pubbliche indirizzandola a fini di interessi collettivi, ritiene che questi parlamentari però non conoscono la storia della Difesa nazionale, seppellita sotto valanghe di progetti di norme intese a stimolare il senso di difesa collettiva tra la popolazione e rendere disponibile per ognuno dei cittadini che ne siano capaci e volonterosi la possibilità di servire il loro Paese con le stellette al collo ma senza particolari obblighi di impiego, tutti però arenati in qualche oscuro corridoio degli antichi Palazzi.

E quando affermano che questa Riserva andrebbe a sostituire i Corpi Ausiliari della Cri, utilizzandone installazioni, mezzi, materiali ed approvvigionamenti, oltre al residuo personale, dimostrano di non conoscere affatto la storia, gloriosa, dei Corpi né di essere al corrente sullo stato, attuale, dell’Istituzione.

A partire dall’entrata in vigore della normativa sul riordino dell’Associazione della Croce Rossa Italiana i Corpi della Cri, a fronte del finanziamento pubblico ricevuto annualmente dallo Stato, hanno visto diminuire in maniera sempre più grave l’attività addestrativa del proprio personale, il volume degli acquisti e degli ammodernamenti dei materiali e dei mezzi e la formazione specialistica dei Militari e delle Crocerossine, a discapito della consueta operatività che trovando come prominenti gli impieghi in Iraq (Antica Babilonia) ed emergenza sisma Abruzzo aveva dimostrato l’efficienza di una macchina che poteva assicurare una risposta rapida, modulare, autonoma, proiettabile e rischierabile. Si era abbandonato cioè il modello che prevedeva l’impiego dei Corpi nella sola veste di aliquote per il completamento degli assetti sanitari di Forza Armata per assumere via via assetti specialistici calibrati e disegnati sulle esigenze di un modello di Difesa civile e militare in evoluzione, passando negli ultimi periodi anche attraverso la costituzione di nuclei di decontaminazione campale e per la gestione dei corpi senza vita.

Tutto questo trova fondamento e motivazione nel corpus legislativo esistente ed in vigore, senza necessità di redigere ulteriori atti a valore normativo. Constatata l’esigenza di impiego e mobilitazione sarebbe quindi auspicabile che l’interesse, nobile, dei promotori di questi disegni di legge fosse concentrato sulla valutazione dello stato di efficienza attuale dei Corpi, di come possano, nel rispetto delle leggi esistenti, servire ancora meglio il loro Paese e della ragione per la quale, a fronte di qualche centinaio di persone impiegate annualmente, migliaia e migliaia di volontari e Crocerossine, pur iscritti nei ruoli, non siano utilizzati, valorizzati e formati come la legge pur attualmente preveda e per quanto lo Stato, attualmente, esborsi.

Il Sindacato dei Militari, sempre più rappresentativo all’interno dell’Associazione, sarà in prima fila nella tutela dei diritti di tutte le Crocerossine e dei Militari di Cri affinché le energie sane non siano disperse nella creazione di qualcos’altro senza legami, tradizioni ed una concreta usabilità e che questo possa neutralizzare il desiderio concreto di migliaia di militari a partecipare al futuro del loro Paese attraverso il Volontariato con le stellette garantito fin’ora dalla Croce Rossa Italiana.

Roma, 7 febbraio 2020

Dichiarazione di Cristiano Adolfo Degni, rappresentante nazionale del comparto “Croce Rossa” nel Sindacato dei Militari

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Nonostante la Corte costituzionale, con la Sentenza 120/2018, da oltre due anni abbia sancito il diritto dei militari di organizzarsi in “associazioni tra militari a carattere sindacale”, il Ministro della difesa e i vertici militari non vogliono darvi attuazione e hanno adottato una serie di disposizioni interne contrarie alla alla decisione del Giudice delle leggi che, di fatto, ci impediscono ogni azione di proselitismo e di tutela degli interessi dei lavoratori con le stellette.

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