Croce Rossa al voto ma senza molti militari.

Nell’Associazione della Croce Rossa Italiana è tempo di elezioni. Vanno al voto i Volontari per rinnovare i consigli direttivi dei Comitati territoriali, di quelli regionali e del Comitato nazionale, insomma un gran lavoro per assicurare le cariche associative dei prossimi quattro anni.

L’Associazione è divisa in tre Componenti, quella dei Volontari, il Corpo Militare Volontario ed il Corpo delle Infermiere Volontarie, chiamate comunemente Crocerossine. Le ultime due sono componenti ausiliarie delle Forze Armati nazionali e sono a spiccata vocazione militare. Tutti i Soci dovrebbero essere uguali ma non è così. Allora nel caso dei Volontari, quelli che vediamo in giro con la tuta rossa, se non fanno i servizi richiesi dal loro Comitato perdono la qualità di Soci e vengono estromessi dall’Associazione, se li fanno permangono nella qualifica e sono ammessi al voto, attivo e passivo, dopo tre mesi di iscrizione, a mente del testo unico sul Terzo Settore.

Le Crocerossine se prestano servizio sono in pieno godimento dei diritti elettorali attivi e passivi, se non prestano servizio vengono inserite nel ruolo di riserva da dove possono ugualmente esercitare i loro diritti elettorali sociali. Il caso dei Volontari del Corpo Militare è invece estremamente singolare. Esistono infatti alcuni volontari, pochi, che sono richiamati in servizio per svolgere le attività d’Istituto. La gran massa dei Volontari con le stellette invece, benché lo richieda, non viene utilizzata né per i servizi né per la prevista formazione in quanto l’utilizzo del personale è attività a piena discrezionalità dei Comandi. Ed in virtù di questa discrezionalità i Volontari, oltre a non essere utilizzati come auspicano o essere formati come è previsto anche nel contratto di servizio tra l’Associazione e lo Stato che finanzia i Corpi della Cri, perdono i diritti elettorali sociali.

Mera ingiustizia o scelta strategica questo non possiamo saperlo, certo è che con un tratto di penna, si è in grado di regolare i destini sia di persone che di una secolare Istituzione condizionando, come effettivamente avviene, la libera e democratica espressione della volontà della base sociale, il tutto nell’indifferenza delle Istituzioni e dei Ministeri vigilanti.

Il Sindacato dei Militari, sempre più rappresentativo all’interno dell’Associazione, sarà in prima fila nella tutela dei diritti di tutti coloro i quali saranno ingiustamente privati delle prerogative elettorali, attive e passive.

 

dichiarazione di Cristiano A. Degni responsabile nazionale del comparto “Croce Rossa” nel Sindacato dei Militari

 

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Nonostante la Corte costituzionale, con la Sentenza 120/2018, da oltre due anni abbia sancito il diritto dei militari di organizzarsi in “associazioni tra militari a carattere sindacale”, il Ministro della difesa e i vertici militari non vogliono darvi attuazione e hanno adottato una serie di disposizioni interne contrarie alla alla decisione del Giudice delle leggi che, di fatto, ci impediscono ogni azione di proselitismo e di tutela degli interessi dei lavoratori con le stellette.

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