GOVERNO, ENTE CIRCOLI MM, COMELLINI: COME NEL 1937 METTE LE MANI IN TASCA AI MARINAI. MINATI I FONDAMENTI DEL DIRITTO ASSOCIATIVO.
La Camera dei deputati ieri, primo aprile, ha approvato in via definitiva il ddl “Misure in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia, delle Forze armate nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco” di iniziativa del Governo Meloni che all’articolo 18 prevede l’obbligo, per i sottufficiali e gli ufficiali della Marina militare, di essere socie e di pagare la quota associativa mensile alle casse dell’Ente Circoli della Marina Militare.
Il disegno di legge presentato dalla Meloni, Crosetto e altri ministri il 1 marzo 2024, approvato dal Senato e ieri in via definitiva dalla Camera, ha fatto regredire i diritti dei marinai al 1937 quando, con il Regio Decreto n. 1935 istitutivo dell’ente Circoli della Regia Marina Militare, gli ufficiali e i sottufficiali furono obbligati ad esserne i soci ordinari e quindi assoggettati al pagamento di una quota mensile.
L’intervento a gamba tesa del Governo si era reso necessario per salvare i vertici militari della forza armata e dell’Ente dalle iniziative che il nostro sindacato aveva avviato anche con numerose denunce presso tutte le Procure della Repubblica con giurisdizione sugli Enti e Comandi della Marina e della Capitaneria di Porto dove svolge servizio il personale assoggettato mensilmente al prelievo forzoso da parte dell’amministrazione militare in virtù di un obbligo, fino a ieri inesistente, più volte censurato dal Consiglio di Stato.
L’intero R.D. n. 1935/1937, e dunque, anche l’art. 26, che era la fonte dell’obbligo di contribuzione economica, era stato abrogato dall’Allegato al d.P.R. n. 248/2010, con decorrenza dal 10.2.2011. Nonostante ciò i marinai sono stati obbligati a continuare a pagare il contestatissimo balzello.
Il primo tentativo di ripristinare con legge l’obbligo di contribuzione a carico degli ufficiali e dei sottufficiali della Marina Militare aveva trovato favorevole approdo nel corso dei lavori di conversione in legge del Decreto Legge 9 agosto 2022, n. 115, recante “Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali” (Governo Draghi). Il 22.09.2022 venne introdotto nel Codice dell’ordinamento militare l’articolo 131-bis che, a palese conferma della mancanza di qualsivoglia precedente obbligo di pagamento della quota destinata all’Ente, al comma 2, ha disponeva che a far data dall’entrata in vigore della norma “I soci ordinari versano una quota mensile di importo determinato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”.
Sulla questione è intervenuto il Consiglio di Stato che non solo ha affermato l’inesistenza di qualsiasi obbligatorietà di partecipazione del personale all’Ente, quindi anche di qualsivoglia contribuzione economica fin dal 9 ottobre 2010, data di entrata in vigore del Codice dell’ordinamento militare che tale obbligo prevede solo per il Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, ma ha anche invitato il Governo a rivedere la norma o a cancellarla.
E cosa ti fa questo bel Governo guidato dalla premier coll’elmetto che a parole dichiara di essere dalla parte dei militari ma sembra essere molto più sensibile alle richieste degli ammiragli e del vertice politico della Difesa? Ti presenta e fa approvare il bel disegno di legge che all’articolo 18 fa rientrare l’Ente, che ha natura di associazione di diritto privato, nell’organizzazione logistica della Marina militare, lo pone alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina con l’imposizione dell’obbligo per il personale militare in questione ad esserne socio pagante.
Ad oggi possiamo stimare che le somme prelevate dalle tasche degli ufficiali e dei sottufficiali della Marina, dal 2010, potrebbero essere superiori ai 24 milioni di euro.
Soldi a parte, quello che proviene dal Parlamento, è un brutto segnale per la libertà di associazione prevista dalla Costituzione che ci porta a domandarci se siamo tornati al 1937. Oggi hanno imposto l’obbligo ai marinai, domani lo imporranno a tutti i cittadini per essere iscritti al partito del governo?
Ci affidiamo al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, affinché provveda a rimandare al mittente il testo di legge approvato dal Parlamento perché incide pesantemente sulla libertà di associazione degli ufficiali e sottufficiali della Marina militare.