L’impegno per l’affermazione dei diritti dei lavoratori militari non è la ricerca di vantaggi personali

In un contesto di crescente attenzione verso il riconoscimento e la regolamentazione del diritto sindacale per il personale militare, il Sindacato dei Militari desidera ribadire con fermezza il proprio impegno per la trasparenza, l’etica e la rigorosa osservanza del quadro normativo che disciplina le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (Apcsm).

Questa O.S. ha appreso che alcune Apcsm hanno rappresentato all’INPS la pretesa di accedere al regime della contribuzione aggiuntiva di cui all’art. 3, comma 5, del D.Lgs. 16 settembre 1996, n. 564, invocando a sostegno la Legge 28 aprile 2022, n. 46, nonché le disposizioni del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.

Il Sindacato dei Militari sottolinea che la Legge 28 aprile 2022, n. 46, e il Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, in particolare gli articoli 1476-bis e 1480-quater COM), stabiliscono in modo inequivocabile il principio della totale gratuità degli incarichi direttivi all’interno delle Apcsm. Questo principio non è una mera opzione statutaria, ma un pilastro fondamentale imposto dalla legge, volto a garantire la neutralità, l’indipendenza e l’assenza di scopo di lucro nell’esercizio dell’attività delle Apcsm.

Di conseguenza, qualsiasi pretesa di accedere a forme di contribuzione previdenziale aggiuntiva, come quella prevista dall’art. 3, comma 5, del D.Lgs. 16 settembre 1996, n. 564, basata sull’esistenza di compensi sindacali, risulta giuridicamente infondata. L’assenza di emolumenti per i dirigenti sindacali militari, imposta dalla legge, rende inapplicabile il meccanismo differenziale su cui si fonda tale contribuzione.

Il Sindacato dei Militari conferma che la tutela previdenziale dei militari in distacco o aspettativa sindacale è già pienamente garantita dalla contribuzione figurativa (art. 3, commi 1 e seguenti, D.Lgs. 564/1996; art. 904-bis COM), che copre la retribuzione ordinaria del militare durante il periodo di assenza dal servizio effettivo. Non sussiste, pertanto, alcuna lacuna nella copertura previdenziale che possa giustificare interpretazioni forzate della normativa.

L’impegno per l’affermazione dei diritti dei lavoratori militari non può ridursi nella ricerca di ingiustificati e ingiustificabili vantaggi economici e pensionistici personali.

Il Sindacato dei Militari invita tutti gli attori coinvolti a operare nel pieno rispetto delle norme che disciplinano l’attuale sistema di rappresentanza dei lavoratori militari, il cui avvento fu accolto da tutte le Apcsm con grande entusiasmo.